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Radiatori e Caldaie a Gas
Gli impianti con radiatori a parete sono i più diffusi e tradizionali impianti di riscaldamento. Oggi puoi renderli moderni e funzionali..
Pompe di Calore
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Cosa può essere più “green” ed economico dell’utilizzo dei caldi raggi solari per riscaldare la tua casa? Probabilmente niente…
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Pavimenti Radianti
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A te la scelta…
Tradizionale…ma al passo con i tempi
I termosifoni o radiatori, elementi terminali dell’impianto di riscaldamento, costituiscono la tipologia di immissione del calore in ambiente più diffusa e tradizionale, ancora oggi molto presente nelle abitazioni. Il riscaldamento a termosifoni è perciò tutt’altro che “estinto”!
I moderni radiatori, secondo le attuali disposizioni in termini di contenimento della spesa energetica degli edifici, sono sempre più orientati a lavorare a basse temperature per ridurre i consumi energetici e l’emissione di sostanze inquinanti.
Gli impianti di riscaldamento a radiatori sono costituiti, nella forma più diffusa, da una caldaia a gas che fornisce acqua calda, impiegata sia per uso sanitario sia come vettore di calore. In un impianto di questo tipo il fluido vettore viene fatto confluire dal generatore ad un collettore od a più collettori e da qui viene poi distribuito a tutta la rete dei termosifoni (adeguatamente dimensionati e posizionati secondo precise disposizioni normative).
Ogni termosifone sarà dotato, a sua volta, di sistemi di per regolare la temperatura in ogni singolo ambiente dell’abitazione. In un impianto a radiatori, ogni corpo scaldante viene collegato direttamente al collettore con le proprie condotte di mandata e ritorno.
Esistono diverse tipologie di termosifoni:
Riscaldamento con radiatori in ghisa. I radiatori in ghisa rappresentano i modelli più antichi, sono stati i primi a diffondersi. I radiatori in ghisa sono molto pesanti, quindi per la loro installazione, se fissati su pareti leggere, bisogna predisporre appositi rinforzi. Tra gli svantaggi del riscaldamento con radiatori in ghisa si annoverano i tempi più lunghi che impiega il calore per diffondersi nell’ambiente ed il raffreddamento altrettanto lento. Le lunghe tempistiche di risposta devono prevedere, in caso di installazione di un cronotermostato, tempi di accensione e spegnimento anticipati rispetto agli orari di frequentazione dei locali.
Riscaldamento con radiatori in alluminio. I radiatori in alluminio sono molto più leggeri e meno ingombranti, si montano più facilmente e sono più gradevoli da un punto di vista estetico. Si scaldano e si raffreddano con maggiore rapidità ma di contro hanno il difetto di trasmettere i rumori e le vibrazioni prodotte dall’acqua in circolo. I radiatori in alluminio sono i più economici, possono essere installati anche su pareti molto leggere. Un ulteriore svantaggio risiede nel controllo idrico, indispensabile per i radiatori in alluminio: se il pH dell’acqua è alcalino potrebbero insorgere problemi di corrosione interna.
Riscaldamento con radiatori in acciaio. Si tratta di un’ottima via di mezzo tra i modelli di ghisa e quelli di alluminio: hanno tempi di riscaldamento e di raffreddamento, nonché resistenza alla corrosione e peso intermedi. L’unico neo è che a differenza dei radiatori in alluminio e ghisa, quelli in acciaio non sono componibili aggiungendo o eliminando singoli elementi riscaldanti. In termini di prezzi, sono quelli che in media costano di più ma offrono anche interessanti soluzioni di design tanto da essere spesso definiti “termoarredo”.
Sui tradizionali radiatori è possibile applicare dei piccoli dispositivi molto utili, chiamati valvole termostatiche, che consentono di evitare gli sprechi e di migliorare il comfort stabilizzando la temperatura a livelli diversi in locali differenti, secondo necessità.
Nel caso di un appartamento situato in un edificio condominiale con impianto di riscaldamento centralizzato e sistema di ripartizione/contabilizzazione del calore, sarà possibile automatizzare l’erogazione di calore dei radiatori, minimizzando così la spesa direttamente riferibile al singolo condomino.
Esistono svariate tipologie di caloriferi in grado di diventare elementi di arredo, facili da gestire soprattutto se gestiti con alcune accortezze che ne semplificano la manutenzione e ne massimizzano il rendimento.
Alla base del funzionamento dell’impianto vi è un generatore termico, comunemente definito “caldaia”, che riscalda l’acqua e la trasmette ai caloriferi.
Le caldaie possono essere di vario tipo in base alla potenza termica, al combustibile utilizzato, alla tecnologia di scambio, al tipo di tiraggio dell’aria etc.
Caldaie a condensazione
Le caldaie a condensazione, a differenza di quelle tradizionali, recuperano il calore dei gas combustibili presente nei fumi di scarico per pre-riscaldare l’acqua utilizzata dall’impianto di riscaldamento, consentendo un notevole risparmio energetico e producendo un minore inquinamento. A seconda dell’architettura di installazione sono classificate come caldaie a basamento e caldaie murali, le più diffuse, particolarmente adatte all’uso domestico in quanto abbastanza compatte. Le caldaie murali a camera aperta con canna fumaria a tiraggio naturale (che preleva dall’ambiente in cui è installata l’aria che serve per la combustione) devono essere collocate all’esterno della casa o in appositi locali aerati, mentre quelle a camera stagna a tiraggio forzato (in cui il prelievo e l’espulsione dell’aria avvengono direttamente dall’esterno) possono essere installate anche all’interno dell’appartamento.
Caldaie elettriche
Le caldaie elettriche funzionano in maniera simile a quelle a gas; la differenza sostanziale risiede nel fatto che sono alimentate dalla corrente elettrica. Nel decidere se optare o meno per questa tipologia bisogna tener conto del costo dell’energia primaria (se costa più il gas o l’energia elettrica) e se tale impianto verrà usato in abbinamento ad un impianto fotovoltaico. Le caldaie elettriche possono essere considerate ad emissioni zero perché non producono fumi nell’ambiente (non vi è combustione). Non ci sono vincoli normativi stringenti per l’installazione o la manutenzione (a differenza di quanto accade per quelle a gas) in quanto basta un semplice allacciamento alla rete elettrica con contatore.